Bagnoregio (VT)

Il fascino millenario della Tuscia viterbese, tra calanchi vulcanici e la magia di Civita

Anticamente conosciuto con il nome di Bagnorea. Il toponimo deriva probabilmente da Balneum Regis, in chiaro riferimento alla storica presenza di antiche acque termali dalle particolari e rinomate proprietà terapeutiche.

Il nome si tramanda intatto almeno dall'epoca longobarda. Secondo una celebre leggenda popolare, infatti, il re Desiderio (morto nel 774 d.C.) sarebbe stato miracolosamente guarito da una grave e invalidante malattia propria grazie alle virtù delle acque termali che scaturivano copiose nei pressi della località. Il borgo sorge su un rilievo tufaceo immerso nella suggestiva Valle dei Calanchi.

Le Origini: Dagli Etruschi alla Dominazione Romana

Alcuni importanti reperti di epoca preistorica lasciano ben presto il posto a più numerose e strutturate testimonianze di epoca etrusca (specialmente la rupe vulcanica di San Francesco Vecchio), dislocate nell'area della vicina Civita. Bagnoregio ricadeva infatti direttamente sotto l'influenza e il dominio della potente e antica città di Volsinii (l'odierna Orvieto).

Conquistata successivamente dai Romani nel 265 a.C., a cui seguì la distruzione della stessa Volsinium nel 264 a.C., la località vide accrescere in maniera esponenziale la propria importanza strategica a causa della deportazione forzata degli abitanti della città dominante verso un nuovo centro abitato, Bolsena. Rispetto a quest'ultima, Bagnoregio si trovava in una posizione baricentrica ideale, posta a metà strada con la valle del Tevere, allora ampiamente navigabile, e l'importante via Flaminia.

Il Medioevo, il Libero Comune e San Bonaventura

Con il crollo definitivo dell'Impero Romano d'Occidente, il territorio di Bagnoregio fu ripetutamente dominato e saccheggiato da Visigoti, Goti, Bizantini, Longobardi (nel 606 d.C.) e infine dai Franchi guidati da Carlo Magno, i quali scelsero di consegnare la città al potere temporale dei Papi. In seguito il centro fu infeudato ai potenti conti Monaldeschi della Cervara e, verso il 1160, la popolazione riuscì ad affrancarsi istituendosi come Libero Comune.

Bagnoregio conobbe una profonda fioritura spirituale e culturale grazie alla predicazione francescana nel corso del Duecento. Il borgo diede i natali a quello che verrà poi universalmente riconosciuto come il secondo fondatore dell'Ordine Francescano, nonché uno dei massimi Dottori della Chiesa: Giovanni Fidanza, passato alla storia con il nome di San Bonaventura.

Nonostante le continue spinte autonomistiche, la cittadinanza preferì quasi sempre la protezione di un governatore pontificio, rimanendo così direttamente ed economicamente dipendente dallo Stato Pontificio fino al tardo 1870, anno in cui il territorio romano rientrò definitivamente all'interno dello Stato Unitario Italiano.

Il Terremoto del 1695 e i Fatti Risorgimentali

Il 10 giugno 1695 un violentissimo e devastante terremoto colpì duramente l'area di Civita, che fino ad allora aveva rappresentato la Bagnorea propriamente detta. Il sisma la separò nettamente, con la formazione di uno spettacolare e pauroso dirupo geomorfologico, dalle altre due contrade contigue di Mercato (oggi nota come Mercatello, allora eletta a sede comunale) e Rota. Quest'ultima contrada conobbe da quel momento una fortissima immigrazione civitonica, espandendosi fino a diventare la nuova Bagnorea, ossia l'attuale nucleo urbano di Bagnoregio.

Nel corso del Risorgimento, Bagnoregio fu inoltre attiva testimone di una cruenta battaglia legata alla Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma dal potere temporale di Papa Pio IX nel 1867. A imperitura memoria degli scontri si conserva la caratteristica "Piramide", un Monumento-Sacrario garibaldino che custodisce le spoglie dei Volontari caduti nei combattimenti contro le truppe pontificie.

Pochi anni dopo, nel 1922, un apposito regio decreto mutò ufficialmente il nome della località dal dialettale e comune Bagnorea al più nobile e antico toponimo di Bagnoregio, formalizzando il legame storico con le sue origini regali.

Luoghi d'Interesse e Monumenti da Visitare

La Chiesa di San Bonaventura: Edificio religioso di grande importanza per la comunità, strettamente legato alla memoria e al culto del Santo dottore della chiesa, meta di pellegrinaggi e custode di una profonda identità locale.

La Cattedrale di San Nicola: Chiesa madre del paese dove si conservano preziosi tesori religiosi e storici dal valore inestimabile, tra cui spiccano l'antica Bibbia appartenuta tradizionalmente a San Bonaventura e il celebre Santo Braccio, un finissimo reliquiario artistico risalente al Cinquecento.

Il Palazzo Comunale: Maestosa ed elegante struttura architettonica situata nel cuore del centro cittadino, simbolo del potere civile e della lunga storia amministrativa e comunale del borgo viterbese.

La Chiesa di Sant'Agostino: Splendido edificio risalente originariamente al secolo XI. Realizzato inizialmente in stile squisitamente romanico, venne radicalmente trasformato nel corso del secolo XIV secondo le nuove forme gotiche, che si riflettono nitidamente nella struttura interna a navata unica.

Escursioni e Territorio: La Magia di Civita

CIVITA DI BAGNOREGIO: Lo splendido borgo medievale è diventato celebre in tutto il mondo per la sua unica e fragilissima caratteristica geologica di cittadella arroccata sopra uno sperone tufaceo isolato. Oggi l'area è accessibile esclusivamente a piedi attraversando un suggestivo ponte in cemento armato. Grazie alla straordinaria notorietà internazionale avuta anche come set cinematografico per numerose pellicole d'autore, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche del Lazio.

Il borgo si compone di un antico centro arroccato sulla cima del colle, arricchito da case in pietra, mura perimetrali, un palazzo ducale e la storica chiesa parrocchiale di San Donato. A causa della costante e inarrestabile erosione dei calanchi circostanti operata dagli agenti atmosferici, è poeticamente ed universalmente soprannominata "La Città che Muore".