BARBARANO ROMANO (VT)

Un incantevole borgo medievale a spina di pesce immerso nel verde incontaminato della Tuscia

Il paese sorge su una spettacolare rupe tufacea circondata da aspre pareti rocciose e fitti boschi, configurandosi come un classico esempio di borgo fortificato della Tuscia viterbese. Nel cuore della gola del torrente Biedano, custodisce intatto il fascino dei secoli passati.

Nell'antichità l'abitato era conosciuto con il nome di Marturano, ma venne successivamente ribattezzato Barbarano da Desiderio, celebre Re dei Longobardi. Questi, secondo le antiche cronache, considerava originariamente questo aspro avamposto alla stregua di un ritrovo di barbari indomiti.

Gli architetti medievali ne disegnarono la particolare struttura urbanistica a "spina di pesce": la città è nettamente divisa in due dall'antica via principale (la Via Clodia, che è ancora per certi tratti chiaramente visibile) dalla quale si diramano simmetricamente tutte le altre stradine e i vicoli interni. Anche l'aspetto difensivo del nucleo storico, munito di possenti mura perimetrali e torri sia circolari che quadrilatere, è interamente riconducibile al periodo medievale, mentre nelle circostanti necropoli emergono prepotenti i segni di antichissimi insediamenti etruschi e romani.

Territorio, Agricoltura e Tradizioni Locali

Oggi come ieri, la zona intorno a Barbarano Romano è fortemente caratterizzata da una spiccata vocazione agricola. L'allevamento di bovini e cavalli viene praticato tradizionalmente allo stato brado o semibrado nei pascoli e nelle macchie boscose. Gli appezzamenti agricoli sono per lo più di modeste estensioni, coltivati con cura a olivi, noccioli, vigneti, piccoli orti familiari e frutteti che regalano prodotti genuini.

Parte di una tradizione rurale non troppo lontana, e ancora vivissima nella memoria storica degli anziani barbaranesi, è la faticosa coltivazione della canapa, che nel corso degli ultimi decenni ha subito radicali mutamenti fino ad arrivare in molti casi al completo abbandono. Dalla sommità del paese fino al selvaggio vallone del Biedano, è ancora pienamente visibile una fitta e affascinante rete di camminamenti di origine etrusca e antiche scalinate scavate direttamente nella roccia, che permettevano un rapido accesso a ogni parte del versante rupestre, costituendo per secoli la principale via di comunicazione pedonale tra Barbarano e la vicina Blera.

Queste impervie vie scavate nel tufo venivano quotidianamente battute dai contadini che si recavano a lavorare nelle cosiddette "canapine" e dai vecchi mugnai che operavano nei mulini ad acqua situati lungo il corso del torrente. I suggestivi resti di ben tre antiche mole con le relative dighe di sbarramento risalenti al XVII secolo sono tuttora parzialmente visibili ed esplorabili lungo il Vallone Biedano, immerse in una natura quasi magica.

Il Parco Regionale Suburbano Marturanum

Il parco, che si estende su una vasta e protetta area collinare del Comune di Barbarano Romano, è straordinariamente ricco di attrazioni e tesori, tanto naturali e faunistici quanto storici e archeologici. Al suo interno si trova anche la pittoresca necropoli rupestre di San Giuliano.

Una caratteristica biogeografica peculiare del Parco di Marturanum è l'estrema variabilità del suo microclima, legata alla differente quota altimetrica e all'esposizione delle forre: si passa repentinamente dal clima fresco di tipo oceanico delle zone più elevate intorno ai 900 metri, a quello tipicamente mediterraneo delle valli a quote inferiori.

La complessa morfologia della zona favorisce la proliferazione e il rifugio di molteplici specie animali (tra cui rapaci, istrici e gatti selvatici), ma ciò che colpisce maggiormente l'occhio del visitatore è soprattutto la straordinaria ricchezza e la floridezza della vegetazione ripariale e forestale. Camminare lungo i sentieri del parco regala l'emozione di tuffarsi in una vera e propria foresta vergine incontaminata, con paesaggi dal sapore esotico che catturano immediatamente la fantasia del viaggiatore. Il parco è ottimamente gestito e può essere visitato anche attraverso escursioni guidate su prenotazione.

La Necropoli di San Giuliano

La celebre necropoli, situata a circa due chilometri in linea d'aria dal centro abitato, sorge su un imponente pianoro tufaceo e offre la straordinaria possibilità di esplorare tombe di svariate epoche e forme, risalenti principalmente a un arco temporale che va dal VI al V secolo a.C. Meritano indubbiamente una visita attenta le cosiddette "tombe a portico" o a loggiato superiore, monumenti funebri unici nel loro genere che non trovano alcun riscontro strutturale in nessun'altra zona dell'ampio territorio viterbese. Di pregevole valore architettonico e splendidamente conservati si presentano anche i grandi tumuli monumentali della Tomba Cima e della Tomba Rosi, tappe obbligate per gli amanti dell'archeologia etrusca.

Il Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri

Situato nei suggestivi locali dell'ex Chiesa di Sant'Angelo, nel cuore pulsante del centro storico di Barbarano, il museo conserva una ricca collezione di preziosi reperti archeologici emersi durante gli scavi del territorio, che coprono un periodo cronologico alquanto esteso, dal Villanoviano fino al III secolo a.C.

Nelle sale espositive è possibile ammirare da vicino manufatti di eccezionale bellezza: due imponenti sarcofagi in nenfro finemente lavorati del IV - III secolo a.C.; alcune urne cinerarie villanoviane del IX - VII secolo a.C.; eleganti vasi in bronzo e vasellame di produzione falisca del IV secolo a.C.; preziose ceramiche attiche importate a figure rosse e vasi greci a figure nere risalenti al V secolo a.C. Spiccano inoltre per importanza un fiero leone in peperino e un cippo sepolcrale a forma di obelisco, entrambi risalenti al IV secolo a.C., che testimoniano l'alto livello artistico e l'importanza economica raggiunta dall'antico insediamento di Marturanum.