Calcata (VT)
Il borgo magico sospeso nel tempo, tra arte contemporanea e antichi misteri falisci
Calcata è un piccolo comune della provincia di Viterbo che è riuscito a conservare intatti i suoi patrimoni storico e naturale, ergendosi fiero su uno sperone di tufo che domina la fitta vegetazione della Valle del Treja.
La realtà culturale si è ulteriormente arricchita quando, dalla fine degli anni '70, agli originari abitanti del Centro Storico sono subentrati gli attuali residenti. Provenendo da tutta l'Italia e da tutto il mondo, attratti dalla natura incontaminata e dai saperi dei vecchi abitanti, che con quella natura erano vissuti in perfetto equilibrio fino a pochi anni prima, i nuovi cittadini hanno dato vita, nel Centro Storico e fuori, a decine di iniziative culturali e artigianali, contribuendo così a dare nuovo e originale impulso al paese, oggi rinomato a livello internazionale come il "Borgo degli Artisti".
Archeologia e Antiche Civiltà
Le tracce di presenza umana nel territorio di Calcata risalgono ai tempi preistorici. Le testimonianze più importanti e strutturate appartengono però alle epoche successive: nella vicina altura di Narce, infatti, sono state rinvenute numerose strutture e reperti relativi alle fasi più antiche della civiltà etrusco-falisca. Alla fine del VIII-VII secolo a.C. appaiono più nette le caratteristiche peculiari della cultura falisca, sino ad allora permeata quasi esclusivamente di elementi etruschi.
L'abitato di Narce, arroccato su di un'alta rupe tufacea, segue le sorti del mondo falisco ed etrusco, subendo la conquista romana sin dalla metà del IV secolo a.C. A questo periodo della storia si attribuisce l'ultima fase di un santuario extraurbano rinvenuto in località Le Rote - Monte Li Santi, proprio ai piedi di Calcata Vecchia: al suo interno gli scavi archeologici hanno permesso il rinvenimento di numerosi ex voto di terracotta raffiguranti anche elementi anatomici e divinità. Attorno a Narce si estendono diversi nuclei di necropoli le cui tombe hanno restituito una grande quantità di preziosi reperti, oggi custoditi all'interno del Museo Nazionale dell'Agro Falisco di Civita Castellana.
L'Età Romana e il Medioevo
In età romana la spiccata fertilità dei terreni circostanti permette l'insediamento di numerose ville rustiche dedicate alla produzione agricola. Il nome di Calcata, di cui è storicamente arduo stabilire con esattezza l'etimologia, appare per la prima volta in un documento ufficiale alla fine dell'VIII secolo, sotto il pontificato di Papa Adriano I (772-795). Con il successivo passaggio e possesso dei territori da parte della nobile famiglia romana degli Anguillara, a Calcata viene eretto un imponente castello baronale (fine XIII secolo) insieme alla robusta cinta muraria fortificata che ancora oggi accoglie i visitatori all'ingresso del borgo.
Rinasce il Borgo Antico
Il borgo medievale iniziò a essere progressivamente abbandonato prima dell'ultima guerra mondiale a causa dei crolli e dei frequenti cedimenti della rupe tufacea, accentuati da regi decreti di sgombero. Si posero così le basi per un nuovo insediamento urbano posto sull'adiacente altipiano (Calcata Nuova), dove si trasferirono in massa i calcatesi a partire dagli anni '60. Il caratteristico borgo vecchio, anziché spopolarsi e trasformarsi in un paese fantasma, iniziò tuttavia una straordinaria fase di nuova vita, complice il boom economico e la fuga dalle grandi città industriali alla ricerca di un luogo tranquillo e a misura d'uomo in cui vivere e creare.
Un Laboratorio di Idee nella Valle del Treja
Le case di tufo rosso di Calcata Vecchia si sono così popolate nel tempo di artisti, scultori, intellettuali, artigiani e personaggi "alternativi" che hanno riportato una nuova, vibrante luce al paesino, restaurando le vecchie abitazioni e aprendo botteghe d'arte e piccoli laboratori. Non tutti i calcatesi originari abbandonarono il borgo, che oggi è diventato una delle mete privilegiate per gite fuori porta dedicate al turismo lento, alla cultura e al relax.
Oltre alle pittoresche viuzze, merita una visita la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, situata nella piazza principale, legata storicamente alla leggenda del "Santo Coscione" (la reliquia del Santo Prepuzio di Gesù che si narrava fosse stata nascosta qui da un lanzichenecco nel 1527). Tutto intorno, il Parco Regionale della Valle del Treja offre meravigliosi itinerari naturalistici tra boschi fitti, cascate (come le celebri Cascate di Monte Gelato) e percorsi di trekking unici, ideali sia per escursionisti a piedi che in bicicletta.