Canepina (VT)

Tradizioni secolari, boschi di castagni e tesori medievali nel cuore dei Monti Cimini

Canepina, piccolo centro agricolo incastonato nei secolari boschi di castagni nel cuore dei Monti Cimini, si trova sul declivio di una conca boscosa, alla confluenza di due corsi d'acqua. Un borgo che custodisce intatto il fascino medievale e una straordinaria cultura enogastronomica radicata nel territorio.

La storia del paese è sempre stata legata, con alterne vicende, a quella dello Stato Pontificio. Soggetta fin dal secolo VIII al governo della Chiesa, passò sotto la guida di Viterbo a partire dal secolo XI. Fu nuovamente dominio papale fino a quando non venne ceduta dal cardinale Alessandro Farnese, poi diventato Papa Paolo III, al figlio Pier Luigi. Quest'ultimo, signore delle terre e dei feudi riuniti nel 1537 sotto il celebre Ducato di Castro, fece erigere nel borgo una splendida residenza che oggi è la sede del Comune.

Ancora nel 1649, a causa di continue e violente controversie tra la Chiesa e i Farnese, Castro venne completamente distrutta per ordine di Papa Innocenzo X, e il Ducato di Castro con le terre annesse (tra cui la stessa Canepina) tornò sotto la diretta amministrazione della Camera Apostolica. Oggi il centro storico presenta una struttura urbanistica tipicamente medievale, conservando monumenti di notevole interesse, scorci suggestivi e antiche usanze popolari.

Da vedere nel Borgo

Castello degli Anguillara: Come in altri piccoli centri della Tuscia, i potenti signori Anguillara fecero costruire un loro imponente castello intorno al XIV secolo. La struttura svetta ancora sulla parte alta del paese, a testimonianza dell'importanza strategica e difensiva dell'abitato nel Medioevo.

Palazzo Farnese: Eretto nel XVI secolo e continuamente rimaneggiato nel corso delle epoche, l'edificio rappresenta una delle più importanti architetture civili del paese e oggi ne ospita gli uffici comunali.

Architetture Religiose: Spicca la Chiesa della Madonna del Carmine, ricca di pregevoli dipinti, stucchi ed affreschi risalenti al XV secolo. Di origine medievale è invece la Chiesa di Santa Maria Assunta, parrocchiale del paese rimaneggiata tra il XV e il XVI secolo. Infine, la graziosa Chiesa di Santa Maria delle Grazie, una piccola gemma rinascimentale addossata ad uno scosceso pendio proprio di fronte all'abitato.

Museo delle Arti e Tradizioni Popolari

Il Museo è stato sapientemente allestito all'interno dell'ex convento dei Carmelitani ed è un interessante centro di documentazione con un vasto campionario di cultura e tradizione rurale: aratri, zappe, telai storici per la tessitura e tanti altri attrezzi ed oggetti d'epoca ormai in disuso.

Questi reperti consentono concreti riferimenti alla realtà socio-economica passata del territorio; sviluppano una conoscenza profonda delle attività e dei processi culturali in una realtà storicamente determinata e consentono di recuperare appieno il modo di vivere di una comunità in una particolare epoca storica. Il museo è diviso in numerose sezioni, tutte corredate da pannelli grafici e fotografici descrittivi.

La Cultura della Castagna e la Gastronomia Locale

Canepina è oggi famosa a livello nazionale per la grande produzione di castagne e marroni di altissima qualità, favoriti dal terreno vulcanico dei Monti Cimini. Alla raccolta di questo frutto si lega, ogni anno nel mese di ottobre, la celebre e spettacolare Sagra delle Castagne, durante la quale il paese si trasforma: vengono aperte le caratteristiche "cantine" scavate nella roccia, dove è possibile gustare i piatti della tradizione locale cucinati a fuoco di legna.

La vera eccellenza culinaria del borgo è rappresentata dai Maccaroni di Canepina (conosciuti anche come Fieno di Canepina). Si tratta di una pasta all'uovo sfogliata sottilissima, tagliata in modo incredibilmente stretto e storicamente condita con un ricco sugo a base di carne tritata di vitello e maiale, spolverata con pecorino locale. Altra specialità imperdibile sono i Ceciliani, una pasta corta acqua e farina fatta a mano, ottima se accompagnata da sughi saporiti o funghi porcini raccolti nei circostanti boschi cimini.