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CANINO (VT)


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- Comune


I primi insediamenti urbani risalgono probabilmente al periodo etrusco, ma il paese assume importanza dopo l'avvento dei Farnese che, ricostruendo e rinforzando l'antico borgo medievale, diedero a Canino la prima impronta cittadina. Ciò si deve soprattutto ad Alessandro Farnese che, nato qui nel 1468, grazie alla nomina a Papa con il nome di Paolo III, fece numerose donazioni al figlio Pier Luigi. Quest'ultimo incluse Canino, insieme ad altre terre già in suo possesso, nel Ducato di Castro. Nel 1649, però, Castro fu distrutta da Papa Innocenzo X e Canino, tornata alla Santa Sede, venne venduta a Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, nominato da Pio VII Principe di Canino. Nel periodo dei conflitti con la Chiesa, quando Napoleone fece arrestare il Papa, Luciano fu costretto a fuggire in America ma, tornato dopo quattro anni, apportò al paese una serie di migliorie urbanistiche, dedicando particolare cura alla ristrutturazione delle terme di Musignano.. Canino è famosa anche per la produzione di un ottimo olio extra-vergine d'oliva DOC, da cui la Sagra dell'Olivo ogni anno a DIC.

Vulci, la Necropoli etrusca e la Civita
Vulci, una delle più importanti e suggestive testimonianze etrusche, si trova al confine con il territorio di Montalto. E' un'area notevolmente estesa dove si possono ammirare le rovine della grande e potente città etrusca, distrutta dai Romani nel 280 a.C., e la necropoli che, situata nei pressi delle rive del fiume Fiora, comprende circa 30.000 tombe, molte delle quali inaccessibiliCiò che resta della città etrusca è conservato nel museo del Castello, mentre della città romana sono visibili un tratto di strada, il basamento di un tempio e una villa patrizia.

Castello dell'Abbadia e Museo Nazionale
L'Abbazia di San Mamiliano, distrutta dall'invasione dei Saraceni e ricostruita dai Cistercensi nel XII secolo, si erge solitaria nei pressi di un ponte costruito in età romana su basamenti etruschi. Il Museo, ospitato nel magnifico edificio che, sormontato da una torre cilindrica, si presenta come un vecchio castello, offre tutta una serie di reperti di inestimabile valore archeologico riconducibili a varie epoche.

Oasi di Vulci
L'oasi, voluta dal WWF, si estende lungo il fiume Fiora dove, grazie ad una cascata, si è creato un piccolo laghetto balneabile. Nella zona, che vanta una superficie di 158 ettari, l'ambiente palustre ha favorito il proliferare di molte specie vegetali e animali. Si tratta prevalentemente di uccelli acquatici. Sembra che nelle zone interne sia stata segnalata la presenza della lontra.


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