Capena (RM)

Dalle gloriose radici dei Capenati ai suggestivi scorci tufacei della Valle del Tevere

Capena, nota fino al 1933 con il nome storico di Leprignano (mutato ufficialmente in seguito al ritrovamento della civiltà preromana), è un comune situato a nord di Roma, adagiato sulle colline tufacee della media valle del Tevere tra la via Flaminia, la Salaria e la via Tiberina.

Il paese sorge a circa 160 metri sul livello del mare e vanta un territorio fertile e sinuoso. L'approccio al centro abitato avviene attraverso declivi ricchi di uliveti storici e vigne ordinate, dai quali lo sguardo può spaziare verso nord-est sull'ampia piana del Tevere e sulle imponenti vette della Sabina. Inoltrandosi nel borgo e scendendo sui versanti interni, l'ambiente assume una conformazione quasi selvaggia: la parte antica è infatti scenograficamente abbarbicata su uno sperone di roccia tufacea, che digrada verso pareti scoscese popolate da boschi di castagni e acacie, dominati a settentrione dal maestoso profilo del Monte Soratte. Il tufo è la vera cifra architettonica del luogo, fuso in splendida armonia tra facciate medievali, cantine scavate nella roccia e antichi percorsi in basalto.

Origini Storiche e l'Antica Civiltà Capenate

Il territorio di Capena è custode di una memoria straordinaria. In epoca preromana, quest'area costituiva il cuore politico e religioso dei Capenati, una popolazione italica culturalmente affine agli Etruschi e ai Falisci, ma fiera della propria indipendenza. La loro capitale, l'antica Capena, sorgeva sul vicino colle della Civitucola ed era celebre per le sue fitte reti di scambio e per la vicinanza al leggendario Lucus Feroniae, il santuario federale dedicato alla dea Feronia, meta di pellegrinaggi e intensi mercati commerciali, prima della sua assimilazione nell'orbita di Roma avvenuta nel IV secolo a.C.

Economia e la Tradizione del Merletto

L'economia locale è solidamente legata alle sue radici agricole ed eccelle nella produzione di olio extravergine di oliva e di pregiati vini D.O.C., lavorati e valorizzati dalla storica Cantina Sociale "Feronia". Parallelamente allo sviluppo rurale, la zona adiacente alla Via Tiberina ha vissuto negli ultimi decenni un forte sviluppo industriale e logistico.

Un posto d'onore nell'identità locale merita l'alto artigianato del merletto lavorato all'uncinetto. Camminando tra i vicoli del centro storico nelle giornate di sole, non è raro incontrare generazioni di donne capenate sedute insieme a creare manufatti di straordinaria precisione, mantenendo vivo un antico sapere domestico. La suggestione di questi paesaggi ha inoltre attratto stabilmente nel borgo una nutrita comunità di pittori, poeti e artisti internazionali.

Gastronomia e Prodotti Tipici

La cucina capenate integra perfettamente le tradizioni contadine della campagna romana. Tra i piatti caratteristici spiccano le preparazioni povere e genuine come le fave con la pancetta, l'acquacotta (fatta con pane raffermo bagnato da brodi ricchi) impreziosita dai tipici mazzocchietti (broccoletti locali) o abbinata all'abbacchio, e la rinomata zuppa di crescione, erba spontanea raccolta lungo i ruscelli puliti della zona.

Notevole rilievo assume la filiera casearia artigianale e l'attenta lavorazione dei salumi. I dolci fatti in casa scandiscono i periodi festivi: per Natale la tradizione impone la preparazione del serpentone, un dolce arrotolato a forma di rettile con ripieno ricco di cioccolato, mandorle e liquore, e del classico pangiallo, una cupola dorata straripante di frutta secca, miele e uva sultanina.

Luoghi da Visitare e Itinerari nel Verde

Il cuore antico del borgo si sviluppa intorno a pregevoli architetture medievali, tra cui spicca la Chiesa di San Michele Arcangelo e l'austero Palazzo dei Monaci. Esplorando le verdi campagne circostanti, si incontrano numerosi resti archeologici e vecchie torri di avvistamento difensive ricoperte di edera, perfettamente integrate nella natura.

Mola Saracena e Fosso di Gramiccia: Lungo il corso del Fosso di Gramiccia si trovano i ruderi storici di uno sbarramento fluviale medievale, anticamente utilizzato per azionare un mulino. Il sito, fresco e ombreggiato da fitti alberi, ospita una sorgente naturale di acqua minerale ipotermale ed è una delle mete preferite per le passeggiate e i picnic dei residenti.

Il Mistero Geologico del Lago: Molto suggestiva è l'area comunemente denominata "Il Lago", originata da singolari sprofondamenti carsici (sinkholes) tipici del sottosuolo locale. Le cronache documentano che il 28 ottobre 1856, in località "Lago Puzzo", una violenta esplosione sotterranea con emissioni gassose aprì una profonda voragine che si riempì di acque sulfuree. Nel corso dei decenni, a causa dei flussi idrici sotterranei e dei movimenti tellurici, lo specchio d'acqua si è progressivamente colmato per poi riaprirsi temporaneamente a poca distanza in località "Fontana Cioccia" nel 1895 e ancora nel 1930, offrendo uno scenario naturalistico unico, oggi parzialmente interrato ma protetto dalla vegetazione palustre.