Castelnuovo di Farfa (RI)

Un suggestivo borgo sabino legato alla storia dell'Abbazia

Situato a 358 metri di altezza e distante 54 km da Roma, il borgo di Castelnuovo di Farfa sorge tra il torrente Farfa e il Fosso Riana. Fondato tra il 1287 e il 1312, deve la sua esistenza e la sua storia secolare alla potente influenza dell'Abbazia di Farfa.

Fondazione e Storia

La fondazione di Castelnuovo è piuttosto tarda, avvenuta tra il 1287 e il 1312, riaccorpando i territori dei castelli in abbandono di Cavallaria e Agello, e della popolazione sparsa intorno alla chiesa dei SS. Filippo e Giacomo in Quinza.

Una suggestiva leggenda attribuisce la fondazione a tre famiglie di origine orientale convertite da un monaco farfense di nome Raniero. Sebbene la leggenda sia dubbia, è storicamente possibile che l'insediamento sia stato favorito da armeni, la cui presenza in Sabina nel Trecento è documentata.

Il borgo si sviluppò attorno alla chiesa di San Nicola (ricostruita nel XVIII secolo) e rimase sempre sotto la signoria territoriale dell'Abbazia di Farfa, pur subendo incursioni, come quella degli Orsini nel Quattrocento.

Territorio e Architettura

Il paese sorge su un colle tra il torrente Farfa e il Fosso Riana, offrendo panorami sui monti Sabini e centri come Mompeo, Casaprota e Fara in Sabina. Il nucleo antico era un tempo fortificato con torri e due porte d'accesso: Porta Cisterna e Porta Castello.

Il Sito di San Donato

Il fulcro dell'area era l'attuale zona di San Donato, dove sorgeva una villa romana repubblicana (visibile un criptoportico). Con lo stanziamento longobardo, la zona passò alla famiglia di Taneldis, che nel 768 la donò a Farfa. Scavi archeologici dell'Università di Sheffield hanno riportato alla luce un cimitero moderno, un monumento funerario pagano reimpiegato e forni per la cottura di laterizi di epoca altomedievale.

L'Abbazia di Farfa

Il destino di Castelnuovo è indissolubilmente legato alla vicina Abbazia di Farfa. Fondata attorno al 680 d.C. da Tomaso di Moriana, divenne uno dei centri religiosi e culturali più potenti del Medioevo, grazie al suo famoso Scriptorium. Dopo secoli di gloria, distruzioni saracene e ricostruzioni sotto la regola di Cluny, l'abbazia divenne una commenda nel Quattrocento, gestita da nobili famiglie romane come Orsini, Farnese e Barberini. Oggi, il complesso abbaziale rappresenta una testimonianza fondamentale della storia religiosa e artistica dell'Italia centrale.