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CINETO ROMANO (RM)



COME ARRIVARE
- A24 uscita Vicovaro Mandela poi svoltare a sinistra (SS5) e proseguire per 5 km per trovare ancora sulla sinistra il bivio che porta a Cineto Romano

info

- Comune


A pochissimi chilometri dalla capitale in direzione dell'Aquila ci sono numerosi paesini che durante l'estate vivono il loro periodo di maggiore splendore.

Tra questi Cineto Romano (d'inverno neanche 600 anime, d'estate circa 3000) merita di essere visitato per diverse ragioni.

Ancora prima di cominciare la salita verso il paese (3 km) vale la pena fermarsi subito e rinfrescarsi alla fonte naturale di acqua minerale che sgorga direttamente dalla terra formando un rigagnolo tra le siepi. La fonte non è segnalata. Quindi appena imboccato il bivio bisogna rallentare e fermarsi sulla destra dopo una cinquantina di metri e in concomitanza con il ponte autostradale che domina la collina.

La strada poi prosegue arrampicandosi tra i tornanti fino ad arrivare alla piazza del monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra dove è consigliabile parcheggiare e obbligatorio prendere una decisione: andare a visitare il paese o andare a mangiare. La decisione è d'obbligo perchè dalla piazza la strada si biforca. A destra si va incontro al paese vecchio tutto arroccato intorno al Castello degli Orsini a sinistra verso la parte nuova e residenziale dove si trova il Ristorante (e anche locanda per dormire) all'Uliveto gestito dai fratelli Marcello e Agata.

Da queste parti si dice che passò San Francesco diretto a Subiaco e Beatrice Cenci in cerca di rifugio per sfuggire alla violenza del padre.

Interessante soprattutto per la presenza di una tela del XVI secolo è la Chiesa di San Giovanni Battista (1650) situata nell'omonima piazza ai piedi della salita per il Castello e da cui partono tutte le processioni religiose tra cui quella dedicata alla protettrice di Cineto S. Agata a Sant'Antonio il 13 Giugno e ovviamente a San Giovanni il 29/30 Agosto. In concomitanza con quest'ultima ricorrenza viene anche organizzata la sagra delle sagne di farro, delle fettuccine di farina di farro larghe e spesse che vengono servite all'arrabbiata o con i funghi porcini.

Se il periodo non è quello giusto allora le sagne possono essere gustate tutto l'anno da Marcello (ristorante l'Uliveto - Via XV Novembre) che con la sua famiglia gestisce il ristorante da più di cinquant'anni. Soprattutto non bisogna perdere l'occasione di provare l'olio della zona, le bistecche di manzo e di sera la pizza con i fichi e prosciutto o con le verdure.

Prima di ripartire è importante ricordarsi di fare un salto a visitare la cosa più famosa del paese, un pozzo profondissimo (in località Le Morge), scavato non si sa quando né da chi (probabilmente dagli Equi) che ha diviso esperti e non sulla profondità (c'è chi dice 500 metri e chi sostiene che è profondo solo 100 ma poi prosegue per 2 km sotto la montagna) ma soprattutto sulla sua utilità. Il perché sia stato scavato infatti è un vero e proprio mistero.


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