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CISTERNA DI LATINA (LT)



COME ARRIVARE
- SS7 Via Appia

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- Comune


L’origine di Cisterna si fa risalire alla stazione sulla via Appia denominata TRES TABERNAE. Tale nome deriva dalla presenza in loco di tre taberne, che oggi chiameremo locande od osterie, ma che avevano in più di quelle odierne una ben fornita scuderia per il cambio dei cavalli. La prima citazione storica di Tres Tabernae si trova negli Atti dei SS. Apostoli, dove si narra che San Paolo, nella sua impresa di conversione delle genti, avviatosi sulla via Appia verso Roma, stazionò alle Tres Tabernae. Questa, in memoria del passaggio dell’Apostolo Paolo, in considerazione dell’importanza del borgo e del numero considerevole degli abitanti e dei cristiani, fu eretta a sede vescovile, ed i vescovi si intitolarono “Episcopi Trium Tabernarum”.
L’ultima citazione di Tres Tabernae risale all’anno 868, anno nel quale la borgata fu invasa dai Saraceni che, avendovi trovato resistenza, la distrussero e la rasero al suolo. Ma, poiché l’importanza della distrutta Tres Tabernae era essenzialmente dovuta alla sua posizione sulla Via Appia, i superstiti della distruzione tornarono a ricostruire le loro case e le loro capanne nello stesso luogo, o nelle immediate vicinanze della distrutta borgata per sfruttare la favorevole posizione commerciale.

Questa nuova borgata ricostruita a partire dal X secolo prese il nome di Cisterna Neronis, che conservò per tutto il Medioevo. Purtroppo, nel 1165 Cisterna fu distrutta di nuovo dall’esercito di Federico Barbarossa, il quale sfogava la sua ira contro il Papa Alessandro III, radendo al suolo Ninfa, dove si era rifugiato il Papa, e Cisterna, allora proprietà dei Frangipane, casato favorevole ad Alessandro III. La storia più intensa di Cisterna inizia senz’altro dopo il Mille, con lo stanziarsi delle signorie sulla zona. Il Comune fu di proprietà della Chiesa e poi delle famiglie Frangipane, Caetani e Borgia. I Caetani la curarono molto, facendola divenire sede delle proprie attività. Fu così che realizzarono, nella II metà del 1500, il Palazzo tuttora esistente, Palazzo Caetani, che fecero affrescare dai fratelli Taddeo e Federico Zuccari e da molti altri artisti del tempo.

L’importanza di Cisterna crebbe poi con l’inizio dei lavori di bonifica promossi da Pio VI sul finire del XVIII secolo, al punto che la cittadina assunse un ruolo primario nello sfruttamento agricolo e boschivo di un vastissimo territorio che, fino ai tempi precedenti la grande bonifica, raggiungeva la selva di Terracina. Anche il suo patrimonio faunistico era notevole ed i suoi butteri, i mandriani a cavallo, tra i più bravi. Dopo le guerre indiane William Cody, noto come Buffalo Bill, venne in Italia con un circo, accettando prove di tiro e di equitazione. Un buttero cisternese, Remo Imperiali, lo affrontò e lo sconfisse nella tenuta di Torre del Padiglione, oggi in territorio di Aprilia.

Vinta la malaria, si pose il problema di riorganizzare l’intero territorio dell’Agro: la cittadina si riorganizzò razionalizzando la sua agricoltura e il suo commercio che dall’Appia e dalla linea ferroviaria traeva un grosso sostegno. Dopo essere appartenuta alla provincia di Roma venne assegnata alla nuova provincia pontina nell’anno 1934.

La seconda guerra mondiale investì in pieno la cittadina. Allo sbarco di Anzio, il Comando tedesco reagì concentrando l’equivalente di due divisioni per fronteggiare le truppe sbarcate. Soltanto pochi abitanti lasciarono il paese; gli altri restarono e si rifugiarono nelle grotte sottostanti Palazzo Caetani per assistere impotenti allo sfacelo della città. Il giorno 11 maggio 1944 iniziò la grande offensiva degli alleati e il 3 giuebbe inizio la ritirata tedesca anche da Roma.

Dopo la guerra Cisterna fu tutto un cantiere, si riprese con grande slancio e senza implorare aiuti speciali. Si cominciò con ogni mezzo a spazzare le macerie per ricostruire la città perduta; con una febbrile operosità Cisterna si avviò ad una poderosa e formidabile ricostruzione trasformando e ridimensionando la sua primitiva struttura agricola. Alle fattorie e alle aziende modello si sono affiancate complessi industriali tra i quali la GoodYear, la Slim, la Findus, la Sagit ed altre.


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