COLLE DI TORA (RI)

Il borgo specchiato nel Lago del Turano

Colle di Tora si erge su una penisola che si protende nelle acque cristalline del Lago del Turano. Un borgo di rara bellezza, dove la natura incontaminata dei monti Carseolani incontra la storia millenaria di una terra dominata in passato dai benedettini di Farfa e dalle nobili famiglie degli Orsini e dei Borghese.

Storia e Origini

Conosciuto fino al 1864 come "Collepiccolo", il paese vanta radici antichissime. Originariamente possedimento dell'Abbazia di Farfa, il borgo ha condiviso le vicende storiche della vicina Castel di Tora, fino a ottenere la sospirata autonomia amministrativa nel 1948. La costruzione del bacino artificiale del Turano negli anni '30 ha trasformato radicalmente il territorio, decretando la fine di colture storiche come la canapa e il lino, ma aprendo al contempo le porte a una nuova era legata al turismo lacustre.

Patrimonio Religioso e Archeologico

Il borgo conserva preziose testimonianze del passato. La Chiesa di S. Anatolia, situata fuori dall'abitato, sorge in un'area ricca di reperti: sepolcri pagani e epigrafi dedicati all'imperatore Caracalla testimoniano un'importanza insediativa che risale all'epoca romana. Al centro del paese si trova invece la Chiesa di S. Lorenzo, completata nel 1731 grazie al fondamentale supporto della famiglia Borghese, che arricchisce il tessuto urbano con la sua architettura settecentesca.

Gastronomia e Turismo

La cucina di Colle di Tora è un inno alla tradizione lacustre. Piatto iconico sono le "Rosciole", una prelibata frittura di pesce di lago che richiama buongustai da tutto il Lazio. Grazie alla presenza di moderni centri nautici, il borgo è oggi un paradiso per gli amanti degli sport acquatici, offrendo la possibilità di praticare canoa, surf e sci d'acqua in uno scenario naturale unico.

Eventi e Curiosità

Oltre alle celebrazioni in onore dei Santi patroni, Colle di Tora ospita periodicamente eventi gastronomici e sagre che valorizzano i prodotti tipici della valle. Una leggenda locale, legata ai reperti rinvenuti vicino alla chiesa di S. Anatolia, narra dell'esistenza di un favoloso tesoro sepolto nel sottosuolo, alimentando il mistero che avvolge le pendici di questo affascinante promontorio.