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FABRICA DI ROMA (VT)



COME ARRIVARE
- Da Roma : SS 2 Cassia, fino al bivio per Nepi dopo Monterosi
- Da Firenze: A1 , uscita Magliano Sabina, proseguire per CivitaCastellana - Borghetto -Fabrica di Roma

info
- Comune


Fin dal Paleolitico Superiore (9.000 - 10.000 anni fa) la zona fu scelta, per le sue favorevoli condizioni, da popolazioni autoctone, ma solo con i Falisci raggiunse il periodo più fiorente. Le rivalità e le alleanze con gli Etruschi contro Roma causarono, nel III secolo a.C., la loro sconfitta e la sottomissione ai Romani, che distrussero Falerii Veteres costringendo i superstiti a trasferirsi dentro la cinta di Falerii Novi, principale colonia romana nel medesimo secolo. Ancora oggi si vedono le possenti mura perimetrali, lunghe oltre due chilometri, che con le 50 torri d'avvistamento proteggevano l'abitato. Il grande banco di peperino grigio su cui si arrocca il centro storico di Fabrica offrì il materiale necessario al nuovo insediamento. Solo poche tracce testimoniano la presenza in loco di un antico abitato falisco distrutto dall'incuria e dal tempo. Per oltre mille anni non ci sono notizie dell'esistenza della città. Nel 1093 d.C., secondo il Chronicon Farfense II, il "Fundo Fabricae" fu donato da Ildebrando di Odelerio al Monastero di Farfa, ma già nell'Alto Medioevo faceva sicuramente parte dei possedimenti papali, difesi dai Prefetti di Roma che, ad iniziare dalla potente famiglia De Vico, dominarono il Patrimonio di S. Pietro in tutta la Tuscia e nel Viterbese, anche se sovente in lotta con il Papato e con Roma a favore dell'Impero. Nel 1536 il castello di Fabrica fu ceduto in enfiteusi ai Della Rovere, ma già nel 1539, per decisione del Papa Paolo III Farnese, passò alla famiglia di quest'ultimo, che ne rimase proprietaria fino al 1649. Il periodo tra il 1545 ed il 1589 fu tra i più felici per Fabrica specie sul piano culturale (tra i beni dell'Archivio Storico un "Codice Farnesiano" che raccoglie e sintetizza ordinanze e disposizioni), ma anche con la costruzione, il restauro e l'abbellimento di edifici sia privati che pubblici. Tornato il feudo sotto l'amministrazione della Camera Apostolica, varie aree vennero prima concesse in enfiteusi e poi acquistate dalla famiglia Cencelli, tra cui la Rocca e il Castello, passato ora in proprietà della contessa Mariani Bianchi Ninni, che ne ha curato personalmente il restauro. Per Regio Decreto, il 13 GEN 1873 il nome della città divenne Fabrica di Roma e Nicola Pacelli, Priore dal 1855, fu nominato primo Sindaco.

Numerosi edifici interessanti si trovano all'interno del centro storico: il Palazzo dei Prefetti De Vico (XIII secolo), con gli stemmi delle corporazioni; il Palazzotto costruito dai Della Rovere nel XVI secolo; la Collegiata di S. Silvestro Papa (XII-XIV secolo) con l'abside riccamente affrescata da valenti pittori nel 1556, peraltro non facilmente identificabili (Taddeo Zuccari, Guido da Viterbo o i fratelli Torresani?); il Castello (XIII secolo), che passò dai De Vico agli Orsini, ai Della Rovere ed ai Farnese, che verso la fine del '500 fecero costruire l'imponente torre; la Rocca, tornata a nuova vita dopo anni di incuria e di abbandono.

Nell'area urbana meritano una visita il borgo, con la chiese di S. Maria della Vittoria, S. Lorenzo, S. Maria della Stradella, S. Maria della Pietà, l'ex Comune ora Palazzo della Cultura, Palazzo Cencelli, Palazzo Jannoni Sebastianini e la zona della Variana con le caratteristiche cantine.

Fuori del Comune si possono visitare le numerose testimonianze falische, l'antichissima fonte scavata a cunicolo detta "Lullurullù" (VI secolo a.C.), svariate grotte dei primi insediamenti e soprattutto Falerii Novi con l'adiacente via Amerina, strada militare romana che, distaccandosi dalla via Cassia e tagliando l'Agro Falisco, raggiungeva la città di Amelia. La città fortificata di Falerii è un'eccellente testimonianza del passato, un complesso monumentale-archeologico che la paziente opera del Gruppo Archeologico Romano e della Soprintendenza Archeologica del Lazio ha restituito non solo ai fabrichesi ma al mondo intero. Interessante la Porta di Giove (vedi foto), arco a tutto sesto di 18 conci più chiave scolpita (testa femminile) e la Valle dei Principi, area lungo il Rio Maggiore con la Necropoli e le tombe falische ipogee porticate (VII-VI secolo a.C. e seguenti).


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