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GRAFFIGNANO (VT)



COME ARRIVARE

- da Viterbo: si percorre la strada Teverina e si prosegue in direzione Graffignano.

- da Roma: si percorre la via Cassia in direzione nord, fino a Viterbo, si prosegue sulla strada Teverina e si prende la deviazione per Graffignano.

- A1: si esce al casello di Attigliano e si procede in direzione Graffignano.

info
- Comune


Contrariamente a molti altri paesi della Teverina, Graffignano è situato su un colle pianeggiante, in posizione più bassa rispetto alle colline circostanti. Immerso nel verde della Valle Teverina, posto sulla strada che conduceva a Montefiascone, non poteva avere il controllo visivo di tutta la Valle e, pur tuttavia, fu spesso conteso da diverse famiglie.

Fu probabilmente abitato fin dai primordi dell'era moderna, tanto che, lungo le zone pianeggianti ai margini del fiume, sono state rinvenute tracce di testimonianze etrusche e romane.

Il borgo, quello che più o meno vediamo oggi, nasce intorno al XIII secolo ad opera di Pandolfo degli Anguillara che, nel tentativo di sottrarre ad Orvieto il maggior numero possibile di castelli, se ne appropriò sottomettendolo a Viterbo, di cui era Capitano e Podestà. Più tardi esso appartenne ai Baglioni che, alleati con gli Orsini di Orvieto, erano mal visti dalla gente del luogo. Per accattivarsi le simpatie del popolo, alla morte di papa Orsini, i Baglioni pensarono bene di entrare in amicizia con Viterbo ma, come conseguenza più immediata, ottennero la scomunica della Chiesa, per volontà del papa Martino IV.

Il perdono, invano richiesto per molti anni dai cittadini di Graffignano, arrivò solo nel 1332 grazie a Giovanni XXII che, con questo gesto, riconduceva il feudo sotto la patria potestà della Chiesa. Qualche anno più tardi, nel 1353, i possedimenti dello Stato Pontificio furono dilaniati dalla rivolta dei Di Vico e ciò permise ai Baglioni, che avevano contribuito a sconfiggerli, di tornare nuovamente ad amministrare il castello di Graffignano, anche se questo rimaneva proprietà della Reverenda Camera Apostolica.

Il governo dei Baglioni durò per molti anni fino a quando, estintasi la discendenza maschile, non subentrarono nel 1507, grazie al matrimonio di Francesca Baglioni, i Baglioni del ramo di Perugia.

Grazie ai vari matrimoni tra i diversi rami della famiglia, nel 1626, quando il feudo apparteneva ai Cesi, esso appariva così frazionato che moltissimi erano coloro che ne rivendicavano i diritti. Solo nel 1632 il feudo ritornava definitivamente sotto la proprietà di Viterbo.

Il Castello
Il castello venne costruito dai Baglioni, sopra un antico maniero, intorno al XIV secolo per volontà dello Stato Pontificio.

La rocca è fiancheggiata da una imponente torre cilindrica edificata sopra una torre rettangolare che, per l'altezza considerevole, doveva costituire il mastio (o cassero) della fortezza. La sua struttura fu probabilmente modificata perché la torre tonda consentiva un ampio campo visivo e di tiro ed una notevole resistenza alle grosse artiglierie da lancio.

Oggi questa torre non ha più l'altezza originaria, come dimostrano i fori presenti nella muratura che contenevano le travi per sostenere l'ultimo solaio. Il castello era dotato anche di una seconda torre, più piccola della precedente, che venne però inglobata nella facciata intorno al XX secolo.

Il castello è impreziosito da un grande portone, probabilmente originale, e dalle caditoie che formano un elegante ricamo. L'edificio è ben conservato e questo si deve probabilmente al fatto che è situato in una posizione molto particolare, dietro le nuove abitazioni, che lo ha preservato dalle orde di turisti e gli ha permesso, inoltre, di arrivare ad oggi senza subire gravi interventi di recupero, anche se in stato di abbandono.


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