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ITRI (LT)



COME ARRIVARE

- SS 148 Pontina, arrivati a Terracina prendere la SS 7 Appia direzione Fondi, poi proseguire per Itri, in alternativa è possibile prendere direttamente l'Appia da Latina e percorrere la "Fettuccia" fino a Terracina. Prendere l'A1 e uscire ad uno dei seguenti caselli:

- Frosinone, prendere la strada in direzione Latina, dopo circa 10 km prendere la superstrada in direzione Terracina, dove prendere l'Appia e proseguire per Itri (soluzione più rapida).

- Ceprano, prendere la SS 82 in direzione San Giovanni incarico, Pico e poi Itri. (strada tortuosa ma con attraversamento di paesi caratteristici, zone boscose e veduta panoramica da Terracina a Gaeta).

- Cassino, prendere subito dopo il casello autostradale la superstrada per Formia. A Formia prendere la SS 7 Appia e proseguire per Itri (soluzione più facile).

info
- Comune

Sosta Camper
- Nel parcheggio del Santuario della Madonna della Civita


Le origini di Itri sono antichissime. Il sito fu, infatti, abitato fin dalla preistoria e, successivamente, fece parte del territorio degli Ausoni. Ma è in epoca romana che il centro acquistò qualche importanza. Collocato lungo il percorso della Via Appia (strada romana del IV secolo a.C. che univa Roma a Capua e, in un secondo momento, a Brindisi), costituiva, fino a pochi decenni fa, passaggio obbligato per chi da Roma si recasse verso Sud.

Ancora in epoca romana, però, doveva essere scarsamente popolato, costituendo semplicemente una stazione di posta presso cui i viaggiatori potevano trovare qualche ristoro e soprattutto cavalli riposati per proseguire il loro viaggio.

Solo nel Medioevo si ebbe un notevole incremento della popolazione con conseguente sviluppo urbanistico. Il centro abitato si arroccò intorno al castello, a sua volta sorto intorno ad una torre preesistente. L’intero borgo medievale venne quindi circondato da ben tre cinta murarie interrotte da torri e porte, ancor oggi parzialmente visibili.

Fece parte dapprima del ducato di Gaeta, quindi dei Dell’Aquila, signori di Fondi.
A partire dal XVI secolo, quando venne meno il pericolo di attacchi esterni, il paese cominciò ad espandersi anche fuori le mura.

Prima dell’unificazione d’Italia era nel Regno delle Due Sicilie, provincia di Terra di Lavoro.

Simbolo di Itri, l’antico castello medioevale, attualmente in fase di restauro, è stato vittima del tempo e delle devastazioni della seconda guerra mondiale.

Sorto come roccaforte per difendersi dalle incursioni nemiche, il castello, insieme all’antica parte alta del paese, è circondato da mura poderose. Nella parte più elevata la fortezza presenta un torrione quadrato e uno poligonale; più in basso un terzo torrione di forma cilindrica è collegato al corpo centrale da un imponente cammino di ronda. Questa terza torre è detta “del coccodrillo” in quanto, secondo la tradizione, vi venivano gettati i condannati a morte, pasto prelibato per la feroce belva che vi sarebbe stata custodita.

L’intera struttura è completata da un insieme di torri cilindriche minori che racchiudono una piccola ma suggestiva piazza d’armi. I numerosi elementi che formano il castello terminano spesso con una cinta merlata, in parte distrutta, che si sta cercando di recuperare.

Fra' diavolo (Itri 1771, Napoli 1806)

Fra' Diavolo è sicuramente il personaggio nato a Itri più noto al mondo. Il suo vero nome è Michele Pezza, deve il suo soprannome ad un maestro che lo apostrofò Fra' Diavolo perché lo faceva disperare e all'abito da frate che la madre gli fece indossare da piccolo come voto per una grazia ricevuta.

Fu un temibile brigante che si macchiò di numerosi omicidi, ebbe la grazia arruolandosi come colonnello nelle truppe di re Ferdinando IV difendendo così la corona borbonica, per questi meriti ottenne il titolo di duca di Cassano. Nel 1806 fu imprigionato dai francesi e impiccato l'11 NOV in piazza del Mercato a Napoli.


Numerose sono state le opere a lui ispirate, tra cui si ricorda l'opera lirica Fra' Diavolo composta da Auber nel 1830 o l'omonimo film interpretato da Oliver Hardy e Stan Laurel.


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