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ROCCASINIBALDA (RI)


COME ARRIVARE

- Da Roma Via Salaria, all'altezza di Montenero Sabino svoltare a sinistra sulla S314

info

- Comune


La prima testimonianza dell'esistenza di un Rocca de Sinibaldo è rinvenibile in un documento farfense del 1084: ed in effetti fu l'Abbazia di Farfa ad estendere ben presto il suo dominio su questi territori, che successivamente rappresentarono l'oggetto del contendere delle famiglie nobiliari più note della zona, dai Brancaleoni, ai Mareri, ai Casarini: sotto la giurisdizione di questi ultimi (1530) fu dato l'avvio ai lavori che trasformarono il primitivo castelluccio nell'attuale, imponente Rocca, su progetto di Baldassarre Peruzzi.

La storia successiva di Rocca Sinibalda è ancora in gran parte incentrata sulle dispute territoriali che videro protagonisti i vari signori del luogo alla Santa Sede, che vi mantenne un proprio governatore distrettuale fino al 1860.

Tra le famiglie che si alternarono al governo di questo borgo e che ne occuparono di conseguenza il castello-simbolo vanno sicuramente ricordati i Corbi, che provvidero , in accordo con la Sovraintendenza, al restauro della Rocca; anche gli ultimi proprietari, i Baroni De Stefani, hanno contribuito in maniera considerevole all'attuale buono stato di conservazione di almeno 72 delle centinaia di stanze presenti.

Insediamento romano a Torrita
Resti di un insediamento rurale di una certa importanza sono stati individuati nel secolo scorso a San Pietro in Campo; ma senza molti dubbi l'insediamento principale è costituito dall'area scavata a Torrita di Amatrice.

Le indagini archeologiche, iniziate nel 1954, hanno permesso di riportare alla luce una parte degli ambienti nei quali si articolava la struttura, la cui funzione è stata a lungo discussa.Molto probabilmente si tratta dei resti di una villa rustica. La pianta delle strutture riportate in luce è approssimativamente quadrata, con al centro un peristilio soltanto in parte scavato, del quale restano tracce dello stilobate, formato con blocchi di pietra calcarea locale, e quattro basi di colonne tuscaniche. Lungo il lato nord-orientale si trovano sette ambienti che appartenevano ad un complesso termale

Il Castello

L'originario progetto dell'architetto senese Baldassarre Peruzzi fu successivamente modificato da Giovanni Sallustio Peruzzi e Bartolomeo De Rocchi, che portarono a termine i lavori. La forma complessiva del castello è stata pensata per evocare l'immagine di uno scorpione piuttosto che di un'aquila, come invece era stato ipotizzato dallo studioso tedesco Bodo Ebhardt: questa ipotesi trova conforto anche nei due disegni progettuali successivamente rinvenuti ed attualmente conservati agli Uffizi.

L'imponente edificio si compone essenzialmente di un ponte di ferro, una scalinata in mattoni, un cortile con pozzo e di una parte posteriore residenziale con splendidi saloni affrescati da autori del XVI e XVII secolo, come Guido Reni e Polidoro da Caravaggio. Particolarmente interessante la visita al giardino pensile, situato all'interno del cortile grande, in cui è stata recentemente ripristinata la vegetazione originaria del '500 e da cui è possibile ammirare uno splendido panorama.

Chiesa di Sant'Agapito

Situata all'interno del centro abitato, va ricordata per l'interessante campanile a vela e per una tela di scuola seicentesca romana conservata al suo interno.


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