Amatrice (RI)
Capitale della tradizione gastronomica, incastonata tra la Laga e le sorgenti del Tronto
Il 24 agosto 2016 Amatrice è stata devastata da un violentissimo sisma di magnitudo 6.0 che ha causato 239 vittime nel solo territorio comunale, distruggendo quasi interamente il monumentale centro storico medievale. Da allora, il comune è diventato un simbolo internazionale di resilienza, coraggio e rinascita culturale e strutturale.
Situata a circa 955 metri di altitudine nell'alta valle del Tronto, Amatrice sorge in una splendida conca verdeggiante dominata dalle spettacolari vette dei Monti della Laga. Circondata da fitti boschi di faggio, quercia e castagno, rappresenta la porta d'accesso laziale al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, offrendo scenari naturalistici di incontaminata e commovente bellezza.
Storia e Antiche Dominazioni
I primi insediamenti stabili nel territorio amatriciano risalgono all'epoca romana, favoriti dalla vicinanza strategica della Via Salaria. Nel corso del Medioevo, il borgo si sviluppò come un nucleo fortificato di notevole importanza militare e commerciale, formalmente noto nei documenti d'archivio come Universitas Amatricia.
Inserita per lunghi secoli nel Regno di Napoli (e successivamente nel Regno delle Due Sicilie), Amatrice mantenne un forte spirito di indipendenza cittadina, sebbene sia stata più volte contesa e governata da illustri casate nobiliari, tra cui spiccano gli Orsini e i Medici. Fu solo nel 1927, con la riorganizzazione delle circoscrizioni provinciali voluta dal governo nazionale, che il comune venne staccato definitivamente dalla provincia dell'Aquila per essere aggregato alla neonata provincia di Rieti, entrando a far parte del Lazio.
Patrimonio Storico-Artistico e Monumenti
Prima del sisma, Amatrice vantava l'inserimento nel prestigioso club dei Borghi più belli d'Italia, grazie a una straordinaria concentrazione di architetture gotiche e rinascimentali. Tra i monumenti simbolo, parzialmente crollati ma al centro di complessi progetti di fedele recupero e anastilosi, spiccano:
La Torre Civica: Struttura trecentesca in pietra arenaria che svettava sul corso principale, resistendo miracolosamente alla prima terribile scossa del 2016 e diventando l'icona mondiale dell'orgoglio della comunità locale.
Chiesa di Sant'Agostino: Splendido tempio edificato nel 1428 alle porte del borgo, caratterizzato da un magnifico portale tardo-gotico arricchito da pregiati bassorilievi e affreschi interni attribuiti alla scuola del pittore campano Dionisio Cappelli.
Chiesa di San Francesco: Risalente alla fine del XIV secolo, custodiva un eccezionale portale gotico in marmo e un vasto ciclo di pitture murali a tema francescano che ne facevano uno dei poli culturali dell'intera vallata.
Santuario dell'Icona Passatora: Situato nella vicina frazione di Ferrazza, questo santuario rurale del tardo Quattrocento conserva splendide pareti interamente affrescate come ex-voto, scampate in parte ai crolli grazie alla solida struttura d'impianto contadino.
La Tradizione Gastronomica: La Culla dell'Amatriciana
Il nome di Amatrice è indissolubilmente legato alla storia della cucina internazionale grazie all'invenzione dei famosi Spaghetti all'Amatriciana, un piatto che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita (STG) dall'Unione Europea.
La ricetta originale deriva direttamente dalla Gricia, l'antico pasto preparato dai pastori amatriciani durante i lunghi periodi di transumanza sulle montagne della Laga, composto esclusivamente da ingredienti poveri e a lunga conservazione: spaghetti o maccheroni, pecorino locale e guanciale. Con l'introduzione del pomodoro, avvenuta tra la fine del Settecento e l'Inizio dell'Ottocento, il piatto si è evoluto nell'Amatriciana rossa diffusa oggi in tutto il mondo.
I segreti per l'autentica preparazione depositati dal Comune prevedono l'uso tassativo del Guanciale di Amatrice (più delicato della pancetta), del pomodoro San Marzano e del pecorino locale di tipo amatriciano, caratterizzato da una nota piccante ma non eccessivamente salata. Ogni anno, a fine agosto, la città celebra questa eccellenza con la celebre Sagra degli Spaghetti all'Amatriciana, che richiama migliaia di turisti e buongustai.
Territorio, Ambiente e Escursionismo
Il territorio comunale, estremamente vasto e suddiviso in ben 49 frazioni storiche, offre infinite possibilità agli amanti del turismo naturalistico e dello sport all'aria aperta. Il paesaggio è dominato da imponenti cime montuose come il Monte Gorzano (2458 m, la vetta più alta del Lazio), il Pizzo di Sevo e il Monte Pozzoni, mete rinomate per l'escursionismo estivo e l'alpinismo invernale.
L'area è ricchissima di corsi d'acqua, torrenti e spettacolari cascate naturali (come le Cascate delle Barche o quelle del Volpara) alimentate dallo scioglimento delle nevi della Laga. Di grande interesse paesaggistico è anche il vicino Lago di Scandarello, un bacino artificiale creato negli anni Venti del Novecento che oggi rappresenta una suggestiva oasi per la pesca sportiva, il trekking periurbano e il relax in mezzo alla natura incontaminata.